EMMA


EMMA

La vita di Emma parla da sola. La famiglia. I sacrifici. I sogni. “Amici”. Il Festival di Sanremo. E il nuovo disco: “Schiena”. Una storia iniziata a Firenze nel 1984 che, pagina dopo pagina, sembra un romanzo. E che lei sa sfogliare meglio di tutti. Così.

LE MIE ORIGINI -  “Sono cresciuta al Sud perciò mi porto dietro questo senso di rivincita contro i pregiudizi. Insomma ho sempre avuto voglia di fare musica e di riuscire laddove tanti altri della mia terra non ce l’hanno fatta per tutte le difficoltà che conosciamo. Dopo il liceo classico sognavo di studiare al Dams di Roma. Ma la mia era una famiglia monoreddito e quelli erano anni difficili. Così mi sono messa a lavorare. E ho iniziato a cantare in tanti gruppi in piccoli locali, a rotazione: soul, R&B, repertorio anni ‘70 e ‘80…”

LA MUSICA – “Non ho mai avuto idoli in particolare. A 12 anni non avevo neanche un poster appeso in camera e difatti mia mamma mi ringrazia ancora di non aver rovinato i muri della mia stanzetta…  Ascoltavo Mina e i Take That, ascoltavo di tutto. Credo che solo imparando si possa crescere come musicista e come artista. E difatti questo mio nuovo disco è il disco dell’evoluzione . E’ quello che sognavo quando da ragazzina cantavo su palchi piccoli come un tavolino.”

LA SVOLTA – “Nel 2003 ho avuto una piccola parentesi in una gara televisiva. Mi è stata utilissima perché ho capito che neppure il suo esito non proprio esaltante era riuscito ad abbattermi. Così ci ho dato dentro ancora di più, cantando ovunque e iscrivendomi a tutti i concorsi che potevo raggiungere. Solo a 25 anni sono arrivata ai casting di Amici.”

LA RINASCITA – “Sono arrivata ai casting di Amici a giugno, tre mesi dopo essere stata operata. Ero ancora provata. Quando mi sono esibita, Maria De Filippi si accorse che cantando diventavo tutta rossa: avevo ancora il busto post operatorio che mi premeva sul diaframma! Quando sono stata ammessa alla scuola, avevo persino paura di credere che il mio sogno potesse realizzarsi e quindi non parlavo a nessuno della mia malattia. Ho fatto Amici nel momento più delicato della mia vita: durante la scuola, ogni venti giorni avevo le visite di controllo all’Umberto I di Roma. Poi ho vinto. E il singolo Calore è stato il mio primo numero 1 in classifica.”

AMICI – “Dentro è una sfida esaltante, a prescindere dal risultato finale. Poi, quando esci dalla scuola, ti accorgi di avere accumulato un bagaglio di esperienza e di consapevolezza che è esaltante. La musica fa sempre la differenza. Ma, come dice sempre Maria: “Le telecamere non vanno subite, vanno utilizzate”. In fondo da sempre le canzoni pop non si ascoltano e basta: si guardano, anche. Ad Amici ho imparato a non avere paura. E Amici è stata la possibilità che avevo sempre cercato.”

MARIA DE FILIPPI – “Con lei mi sono sempre confrontata a muso duro e con la massima onestà. Così oggi è una delle mie prime confidenti e abbiamo un rapporto paritario, bellissimo. Posso dirlo? Credo sia orgogliosa di me perché le ho detto che ora voglio camminare con le mie gambe. E, quando ha ascoltato il disco, se ne è innamorata subito.”

IL FESTIVAL DI SANREMO – “Ci sono andata due volte: prima con i Modà e poi da sola. E ho vinto tutte e due le volte. La prima imparando a confrontarmi con qualcosa di immenso e nuovo e anche spaventoso. La seconda arrivando prima con un brano di Kekko Silvestre dei Modà: “Non è l’inferno”. No, la vita non è l’inferno. Anzi, qualche volta sì. Ma dipende da come l’affronti.”

IL PUBBLICO – “Lo ascolto e lo curo tutti i giorni anche sui social network: non sono di quelle che si rivolgono ai fan solo quando hanno un disco in promozione. E con loro preferisco andar giù diretta. Li bacchetto, li critico, qualche volta suscito qualche antipatia. Ma, giorno dopo giorno, mi accorgo che stiamo crescendo insieme. E’ una sensazione impagabile.”

LA VOCE – “Non è cambiata, credo però che sia migliorata perché, cantando tanto, ho imparato a gestirla. Quando sono arrivata ad Amici, cantavo tre toni “sotto”. Era un limite psicologico che ho faticato a superare. Ma ce l’ho fatta. Anche grazie agli splendidi insegnanti e produttori che ho sempre avuto di fianco.”

L’IMMAGINE – “Ho sempre avuto paura che l’aspetto fisico potesse superare la parte artistica che voglio mettere in evidenza. Così lentamente ho distrutto la mia femminilità: mi sono rasata i capelli, ho iniziato a vestirmi da maschiaccio. Con quale scopo? Farmi accettare come cantante, prima di tutto. Poi da un anno a questa parte mi son detta: Perché? In America Beyoncé è brava e bella e nessuno la fa sentire in colpa. Così ho iniziato ad accettarmi come donna. E ho scelto questa foto di copertina. Non è esibizionismo. Potrei essere nuda o completamente vestita: ma ciò che conta è la musica, mica le apparenze. Un “chiodo” non fa rock. E un abito da sera non fa jazz, ricordiamocelo sempre.”

IL NUOVO DISCO – “E’ così vero che abbiamo voluto lasciare anche alcuni errori e alcune imprecisioni durante le registrazioni. Con un grande produttore come Brando (uno che sa ascoltare e non segue soltanto la propria linea) ho trascorso due mesi nello studio di registrazione. Giorno e notte. Gioendo e litigando. E ho vinto la mia sfida che mi ero imposta di affrontare: o inizi a comporre adesso o non lo farai mai più. Vai così: testo e musica del primo singolo “Amami” sono miei. Insomma, con questo disco ricomincio da capo. E ho capito dove voglio andare davvero.”

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